| Grotte di Oliero |
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 ORIGINE http://www.grottedioliero.it LE GROTTE All'interno della grotta, la temperatura è costante tutto l'anno; 12 gradi l'aria e 9 nell'acqua del lago, profondo 28 metri. Sono di particolare pregio le concrezioni della volta interna e la sala della Colata, cosiddetta per la cascata di stalattiti alabatrine alte 14 metri.Esiste un raro fossile vivente: il Proteo, un anfibio troglobio presente solo nel Carso triestino e sloveno, e qui portato da Parolini. {qtube vid:=PVcyqvqc6co} ALBERTO PAROLINI
Alberto Parolini nacque a Bassano del Grappa nel 1788. La sua nobile famiglia era frequentata dal naturalista Giambattista Brocchi, da cui Alberto prese presto la passione per le scienze naturali ed a lui, rinunciando alla laurea, si aggregò nel suo primo viaggio naturalistico lungo l'Appennino. Più tardi, a Venezia, conobbe lo studioso inglese Filippo Barker Webb, grazie al quale aprì innumerevoli contatti scientifici che lo portarono a viaggiare per tutta l'Europa. Nel 1829 sposò la milanese Giulietta Londonio - da cui nacquero Elisa e Antonietta- che però morì nel 1840. L'attività scientifica proseguì collaborando alla stesura delle Flore d'Italia del Bertoloni e del Parlatore. degli anni 20, invece, fu l'inizio delle esplorazione delle Grotte di Oliero. Morì nel 1867.
 IL PARCO NATURALE DELLE GROTTE
Il parco naturale delle Grotte di Oliero racchiude al suo interno una delle più importanti manifestazioni geologiche del carsismo. Situate della valle del Brenta, in comune di Valstagna, le sorgenti dell'Oliero sono gli scarichi idrici più importanti del massiccio carsico dei Sette Comuni e le più grandi sorgenti valchiusane d'Europa. Le grotte attualmente aperte al pubblico sono quattro. Dalle più basse scaturisce il fiume Oliero, mentre i due "covoli" superiori, antichi sbocchi delle medesime sorgenti, sono ora asciutti. Attraverso il suggestivo parco delle grotte, un viottolo sale tortuosamente a raggiungere il covolo degli assassini ed il covolo delle sorelle. Li sovrastano altissime pareti rocciose sulle quali si può ammirare un ricco campionario di flora rupestre. Si scende quindi a raggiungere la conca tra le due grotte principali, completamente circondata dalle freschissime acque sorgive ed immersa nel verde di piante secolari. Vicinissima si apre la bassa e larga imboccatura del covolo dei Siori o grotta Parolini, dal nome del suo scopritore che la esplorò nel 1822. Dieci anni dopo il celebre botanico la rese accessibile al pubblico. La sorgente dell'Oliero ospita nelle sue acque un raro fossile vivente: il Proteo, un anfibio troglobio presente solo nelle cavità del carso triestino e sloveno. da marzo ad ottobre le grotte sono aperte al pubblico tutti i giorni. Piante erbacee di diversa specie, alberi ed arbusti sono identificati da un'apposita targhetta a beneficio dei visitatori. In alcune zone particolarmente significative, sono sistemai dei tabelloni tematici che illustrano la vita del bosco, i rapporti fra l'uomo e l'ambiente delle Grotte. la flora, la fauna e la geologia della montagna.  MUSEO SPELEOLOGICO
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