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A Ponte Subiolo di Valstagna nella Grotta dell'Elefante Bianco. Poi l’allarme è rientrato.

L’esploratore si è sentito male risalendo nella cavità da -189 metri. Sul posto sono intervenuti i sommozzatori e l’elicottero dei vigili del fuoco
Attimi di apprensione, ieri a Valstagna, durante una spedizione speleosubacquea nella grotta dell’Elefante bianco, in località ponte Subiolo. L’esploratore Luigi Casati, impegnato in una nuova spedizione scientifica e intenzionato a siglare un nuovo record, ha accusato un malore mentre stava risalendo da una profondità notevole, facendo così scattare le procedure di emergenza, con l’intervento anche dei sommozzatori dei vigili del fuoco e di un elicottero. Fortunatamente, però, non si è trattato di problemi di grave entità: il lecchese sta bene ma è incerto se la campagna esplorativa proseguirà. In questo periodo, solitamente Casati raggiunge la Valbrenta per le condizioni particolarmente favorevoli alle immersioni nell'Oliero e nel Subiolo. Oltre alla sua notevole preparazione fisica e mentale e all'adeguata attrezzatura, il lombardo è supportato da uno staff di tecnici ed esperti del settore che lo hanno assistito anche nelle precedenti immersioni, tra i quali Francesco Boaria dei vigili del fuoco di Vicenza e Luca Pedrali; altri sono di supporto esterno come Alberto Cavedon del gruppo speleologico grotte Giar a Modon.

Ieri, mentre si trovava a circa - 30 metri, risalendo da -189 metri, Casati si è sentito male. Tra gli altri sintomi, accusava anche nausea. Uno degli assistenti che erano con lui è pertanto uscito dall’acqua e ha avvisato lo staff: Casati era reduce da una missione impegnativa e delicata e il malore non andava sottovalutato. Sono stati chiamati i vigili del fuoco, coordinati dal funzionario Romeo Frizzo, e sul posto sono intervenuti il nucleo sommozzatori di Vicenza e un elicottero. Col passare delle ore, comunque, l’allarme è rientrato. Sabato scorso Casati aveva posizionato la campana di d! ecompressione a 12 metri di profondità e alcune bombole di sicurezza lungo il percorso di immersione. Nell'immersione di lunedì aveva seguito la sagola guida fino a -119 e quindi aveva steso nuovo filo d'Arianna fino a - 136 metri. Il giorno successivo il team inglese guidato da Rick Stanton aveva predisposto la sagolatura della cavità da 136 a 154 metri. Infine, ieri, Casati ha portato la sagolatura fino a meno189, tre metri oltre il precedente record raggiunto nel 2004. Intorno alle 16 lo speleosub era nella fase di decompressione alla profondità di 21 metri, procedura terminata quando era buio. Obiettivo di Casati è scendere a maggiore profondità in questa cavità sempre più misteriosa ed affascinante. Domenica scorsa, come diversivo, il team inglese di Rick Stanton si è fatto un giretto nei meandri delle Grotte di Oliero, entrando dal Covol dei Veci e uscendo dopo circa quattro ore dal Covol dei Siori, o grotta Parolini.
Giornale di Vicenza 18/02/2010
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Un sos dal laghetto maledetto
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Richiesta di assistenza arrivata dal team di Luigi Casati, sub recordman d’immersione
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Il Gazzettino Giovedì 18 Febbraio 2010,
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Ancora la grotta dell'Elefante Bianco al centro dell'attenzione. La gente, ieri pomeriggio, ha osservato il volteggiare dell'elicottero, poi posatosi sul campo da calcio, mentre un mezzo dei vigili del fuoco raggiungeva l'area del laghetto di Ponte Subiolo. Il pensiero è subito volato ai troppi incidenti mortali nelle infide acque color smeraldo. Dalle poche informazioni trapelate dalla squadra dei vigili del fuoco è emerso che si è trattato di un'operazione di assistenza a un team in immersione che pare avesse segnalato qualche difficoltà, forse un malore. Da una settimana nel Subiolo sta preparando un'immersione da record Luigi Casati, speleosub di Lecco, già protagonista di una spedizione scientifica nel laghetto, dove si inabissò sino a quota -162. Ieri stava, con il suo team, portando giù il materiale necessario. È partita la richiesta di assistenza precauzionale dei vigili del fuoco, che hanno raggiunto l'équipe a bordo lago, con l'elicottero a disposizione. Accertata la situazione, con i sub a 21 metri di profondità, sul posto si è fermata a dare assistenza per la risalita una squadra dei pompieri, mentre l'elicottero è tornato alla base. Era buio quando, alla luce dei fari, sono riemersi i sub di supporto: Casati aveva raggiunto la campana di decompressione 9 metri sotto la superficie, ultima tappa prima di riemergere. Nel lago di Ponte Subiolo sono decedute otto persone. Nel 1971, Gaetano Starabba, 42 anni, medico a Castelfranco. Nel gennaio 1984: Bruno Cappellato, 31 anni, di Padova e Paolo Trentinaglia, 29 anni di Telve. Novembre 1989, Pio Pagnossin, 28 anni, di Padova. Mauro Pangrazio, 23 anni, di San Nazario, ha trovato la morte nel marzo 1992. Nell'ottobre 1999, Francesco Bizzotto, 28 anni, di Marostica e Moritz Zanotti, 32 anni, di Caerano. Ultimo decesso, a gennaio 2008, Peter Lajker, 48 anni, Repubblica Ceca.
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