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È emergenza irrigazione. E il Brenta muore |
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Venerdì 30 Marzo 2012 19:14 |
SICCITÀ. Il Consorzio insiste sulla realizzazione dell´invaso del Vanoi
Solo un quinto dei prelievi irrigui e al fiume restano 5 metri cubi al secondo. Venezia ha disposto di potenziare le riserve del Corlo
venerdì 30 marzo 2012 BASSANO, pagina 44 Il Giornale di Vicenza
Siccità. È allarme per la sopravvivenza del Brenta. A fornire il quadro, critico, della situazione è il Consorzio di bonifica pedemontano Brenta. L´attuale portata del Brenta a Bassano è da diversi giorni pari a 12 metri cubi al secondo. Il Consorzio di bonifica sta derivando una portata di circa 7 mc/s, in modo che nel fiume rimanga un minimo deflusso vitale di circa 5 mc/s. Il fabbisogno irriguo è attualmente quantificato in 22 metri cm/s, portata che, a sua volta, corrisponderebbe al 60% di quella massima derivata in piena stagione irrigua (pari quest´ultima a 36 mc/s). Le derivazioni sono quindi a un terzo rispetto al fabbisogno e a un quinto rispetto ai valori massimi. Su indicazioni della Regione, fa sapere il Consorzio, l´Enel sta trattenendo le portate del Cismon nel bacino del Corlo, ieri mattina a quota 259,05 metri sul mare, equivalente a un invaso di 23,5 milioni di metri cubi, contro il valore minimo di 14,6 milioni di metri cubi toccato il 5 marzo scorso. L´operazione ha quindi consentito l´immagazzinamento di circa 9 milioni di metri cubi negli ultimi 24 giorni (circa 375 mila metri cubi al giorno). Il volume di massimo invaso del lago del Corlo è di 42,5 milioni di metri cubi, valore ancora lontano da raggiungere, ma meno lontano rispetto all´inizio di marzo. Il trattenimento di acqua nel Corlo avviene proprio nell´ottica di ottimizzazione della risorsa idrica, che sarà preziosa con l´inoltrarsi della stagione agraria. La Regione sta valutando alcuni provvedimenti d´emergenza, tra i quali la riduzione del minimo deflusso vitale, che attualmente assorbe ben il 40% dell´intera portata fluviale, nonché l´inibizione dei prelievi idrici da falda non regolarmente assentiti e abbastanza diffusi nel territorio. «L´irrigazione - riferisce il presidente del Consorzio, Danilo Cuman - si svolge con turni variabili dai 7 ai 15 giorni, per cui le conseguenze della situazione sui raccolti agricoli potrebbero essere fortemente impattanti. Altrettanto impattante potrà risultare la situazione dal punto di visto igienico-sanitario, visto che i canali consortili sono spesso recapito di depuratori. Già oggi pervengono numerose segnalazioni di problematiche di odori nei centri urbani a causa dei ridotti flussi idrici nei canali medesimi». Da tempo il Consorzio di bonifica propone la ricarica artificiale della falda, la trasformazione irrigua e la costruzione di nuovi invasi, il Vanoi, ad esempio. In particolare, al Ministero delle Risorse agricole giacciono 5 progetti di trasformazione irrigua in attesa di finanziamento. Per quanto concerne il serbatoio del Vanoi, a cavallo fra il Veneto e il Trentino, il presidente Cuman lancia un appello al governatore del Veneto Zaia affinchè si riesca ad arrivare ad una definizione dela questione e a realizzare l´invaso. Ca.B.
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