| L'ultima battaglia |
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| Venerdì 05 Novembre 2010 20:12 | |||
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In questi giorni mi è capitato tra le mani un piccolo volumetto che mi aveva regalato lo scrittore Mario Rigoni Stern, dal titolo:
"LA RESISTENZA A VALSTAGNA", con il testo dattiloscritto dai ragazzi della Va elementare di Valstagna, in data aprile 197I.
Tra le varie interviste e poesie mi ha colpito la testimonianza del partigiano Umberto Moro, ferito gravemente a Carpanè in un attacco contro soverchianti forze tedesche.
Ricordo come allora quei tragici e gloriosi momenti di lotta contro l'invasore. Umberto era uno dei più audaci e coraggiosi combattenti!
Lo conferma e lo dimostra la sua diretta testimonianza dal titolo;
L'ULTIMA BATTAGLIA
(che qui riporto integralmente, senza cambiare una virgola),
<C'era stato ordinato di andare a Carpanè in sette, per fermare tutti i tedeschi che passavano e farli prigionieri. Subito ne prendemmo cinque. Poi un messaggero mandò ordini: "disarmate le Finanze che fanno servizio!" Disarmammo le guardie che si trovavano presso le porte dei Magazzini di Tabacco,, L'ordine era stato eseguito. Ad un tratto vedemmo avanzare una colonna di soldati, fornita di autoblinda, carri armati e fucili» I Tedeschi appena ci videro, cominciavano a sparare. Noi, col nostro "Parabellum", caricato a 42 colpi, rispondemmo al fuoco. Dopo quattro ore di combattimento, la raffica di un'autoblinda, mi ferì gravemente alla bocca. La pallottola entrò dalla bocca ed uscì dall' orecchio» Dopo mezzo minuto il sangue mi aveva vestito di rosso» Passò diverso tempo, i Tedeschi si ritirarono. I miei compagni ritornavano a Valstagna senza neppure aiutarmi„ Così dovetti arrangiarmi» Per ritornare a Valstagna , da dove ero rimasto ferito, sotto il portico che c'era allora,ci impiegai molto tempo. Mi riposai un po' per poi riprendere il cammino. Con le ultime forze che mi restavano , giunsi all'ultima arcata del ponte che congiunge Valstagna con Carpane„ Li mi vide Marcello Signori che mi accostò, mi prese per mano e mi portò al riparo perchè le autoblinde dei Tedeschi continuavano a sparare» Subito mi portarono dal dottor Michieli, che mi credette morto. Quando dopo una settimana mi vide vivo, mi nviò all'ospedale Civile di Bassano. I medici mi trasferirono a Padova, dove il professor Arslan dovette operarmi per ben tre volte.Prima di operarmi, mi scattarono delle fotografie, :una ancora è appesa al muro, nel reparto Chirurgia della Clinica di Padova»
Moro Umberto
<Ricordo che in quei tragici giorni furono feriti a Valstagna e a San Gaetano, Ferrazzi Antonio, Cavalli Iseo e Lazzarotto Pietro.
Siamo rimasti a testimoniare quei giorni oscuri della Seconda Guerra Mondiale solo pochissimi anziani, e i partigiani di Valstagna si possono contare sulle dita di una mano.
Tra questi Reduci il più eroico, riservato e umile è stato, per conto mio, l'amico Umberto Moro» Mi auguro che lo spirito, nonostante la nostra "Tenera età", sia sempre vivace e la salute ci accompagni ancora per un bel pò: Non mettiamo limiti alla Divina Provvidenza».»
Ciao Umberto, sempre avanti!!!
Ettore Lazzarotto
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