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Sorta sulla destra del Brenta, all'uscita della Val Frenzela (che nel suo ultimo tratto reca ancora il nome di Valstagna) si distingue fra i paesi della Valbrenta, oltre che per la singolare posizione topografica e l'inconfondibile aspetto urbanistico del capoluogo, anche per la regolare disposizione delle contrade che, succedendosi per una buona dozzina di chilometri in una lunga ininterrotta serie di abitati, occupano il breve margine vallivo tra la montagna ed il fiume.
Storicamente le contrade principali, a partire da quelle a nord si chiamano ( Sbarra, Marini, Mattana, Barbamarco, Pieretti, Cavai, Valgadena, Giara Modon, Ponte Subiolo, Fontoli, Col Mezzorigo, Mori, Mattietti, Giaconi, Togo, Torre, Bigola, Londa, Tovi) e le frazioni Oliero, San Gaetano, Sasso Stefani, Collicello, Costa.
Il nostro comune ai tempi nostri si può suddivedere in  10 contrade, a cui si ispirano anche le gesta dei concorrenti del Palio delle zattere (Oliero -di Sotto e di Sopra, Londa, Torre, Mori, Fontoli, San Gaetano, Sasso Stefani, Giara Modon, Costa e Collicello).
Nato come competizione tra le borgate e le contrade di Valstagna, che si contendono un prestigioso palio gareggiando sulle acque del Brenta in un tratto suggestivo e panoramico.La manifestazione diventa ancor più coinvolgente perché la gente della valle, prima con le canoe ed ora con le zattere, sembra così riconciliarsi con il fiume dopo la terribile alluvione del 1966 e il tragico Brentanon del 31 luglio 1851. È la riscoperta del Brenta e di alcune attività legate alla vita dei valligiani nel passato: fluitazione del legname e il suo commercio, seghe e molini, magli, cartiere e filatoi. Prima con le menade poi con le zattere sono state scritte pagine secolari di storia e lo zattiere costituiva il duro mestiere di gran parte della popolazione di Valstagna, Oliero, San Nazario e Campolongo. Il centro della Vallata era diventato la stazione principale (da cui Stazi) per il deposito ed il commercio del legname, che da più parti vi confluiva per raggiungere poi i posti di sbarco di Bassano e della pianura fino al Porto di Bassanello a Padova e dell’Arsenale di Venezia.
La manifestazione ideata dalla Pro Loco nel 1987, ha avuto negli anni un grande successo con la partecipazione di migliaia di turisti, che si godono l’ebbrezza dell’evento, assistendo allo spettacolo del corteo storico che si svolge lungo le vie di Valstagna, accompagnato da vari figuranti e dalle variopinte contrade con i rispettivi costumi.
Il Palio delle zattere quindi, evento unico che riesce a riconciliare tradizione ed aspetto delle contrade stesse.

CONTRADA SAN MARCO

sanmarco

San_Marco_torre_civica

La bandiera della contrada raffigura la Torre Civica dell'orologio, simbolo di Valstagna centro, costruita nel 1707.inoltre San Marco si fregia del vessillo della figura dorata del "Leon de San Marco" col libro chiuso.La Torre Civica di valstagna si trova proprio in piazza San Marco, nei tempi passati unimportante mercato di biave, proprio per la sua posizione posta allo sbocco della principale via di accesso all'Altopiano, dopo che Valstagna aveva ottenuto il privilegio di fornirsi di grano anche per l'altopiano, trasportandolo dalla pianura.
San Marco

CONTRADA TORRE
torre
Torre
Torre
La Torre di Valstagna fu costruita verso il mille, su uno sperone di roccia ancor oggi riconoscibile, detto anche Sasso.Esso aveva la funzione di controllo della valle in uno dei posti più strategici ed interessanti della valle, vale a dire dove il fiume fa un'ansa e dà luogo ad uno o più guadi di collegamento con la strad dell'alemagna o Imperiale (Statale 47).Or sarà appunto ai piedi della nostra Torre e del suo Sasso che sorgerà sia la prima via di accesso a Foza, oggi via Torre, sia le prime case di valstagna.Se si passeggia per la Contrada Torre , si può ammirare la meravigliosa Cascata dei calieroni.il torrente in piena dà vita ad un movimento di acque spumegginati che balzano nei gradoni scavati nella roccia.Più a nord proseguendo lungo il torrente si si giunge alla ormai famosa Calà del Sasso (4444 scalini), meta tra le più amate dagli appasionati escursionisti della zona.I famosi scalini della Calà del Sasso furono costruiti per collegare l'Altopiano con la Valle del Brenta e i nostri antenati, trasportavano il legname verso la Serenissima Repubblica di Venezia.
 
CONTRADA LONDA
londa
Londa
Il toponimo della contrada Londa prende origine da quel promontorio roccioso che sembra proiettarsi sul Brenta, per frenarne il corso, e cioè dal Sasso dell'onda, indicato attualmente come Sasso-Londa.Di particolare interesse sono alcune delle case sorte a ridosso del Sasso-Londa, perchè testimoniano l'attività più antica e forse la più rischiosa per la nostra gente, cioè la fluitazione del legname.
Quest'ultimo ridotto in tronchi, secondo criteri di spessore e lunghezza ben precisi, una volta trainato a valle, veniva accatastato in punti diversi della riva destra del Brenta, a ridosso della Valstagna, in attesa che la portata del fiume fosse ottimale per il trasporto.Si aspettavano quindi le pioggie e le piene conseguenti,ma non a caso.Proprio a Londa, sul Sasso di Londa, a causa della pericolosità deòl passo e del ribollimento dell'acqua, si appostava una vedetta che, col suono del corno, dava l'avviso, verso nord, del momento più opportuno per rotolare in acqua i tronchi.Immediatamente partivano delle zattere per appostarsi nei punti più adatti per controllarne il passaggio ed eventualmente regolarne il corso.Il momento più cruciale era quello del passaggio sotto Sasso-Londa.I tronchi dovevano scivolare giù quasi singolarmente per immettersi nel "Fiatorio" e quindi proseguire ordinatamente fino ad Oliero, dove altri zattieri provvedevano a dare loro le direzioni necessarie.

CONTRADA OLIERO
oliero
Oliero di Sopra
Oliero di Sopra e di Sotto
Oliero di Sotto
All’inizio (1221) sorse un monastero voluto da Ezzelino il monaco, dove trascorse in tranquillità i suoi ultimi anni.
Sorto sulla riva dell’Oliero fu presto munito di ruote ad acqua per le macine del mulino (1391), che fecero florida con alti e bassi la contrada che vide sviluppare nei secoli filande, segherie, cartiere, magli e molini. Nel 1708 la contrada, contrariando il parere della Serenissima, decise di rendersi autonoma, ma già alle porte dell’ottocento si riunì a Valstagna. La frazione è fin dalle sue origini avvolta da un’alone di magia: le brezze del Brenta si insinuano nella valle di Oliero sibilando nei meandri, nei covoli, nelle volte oscure delle sue grotte. Rumori, brusii, fruscii danno spazio all’immaginazione e origine a molti racconti, da cui nacquero la leggenda della strega, che ha sempre tenuto lontani i curiosi. Si tramandano fiabe e leggende con protagoniste entità soprannaturali nate dalle affascinanti grotte di Oliero che si mescolano con le anguane del Subiol, o il sanguanel, ometto dispettoso e beffardo che succhia il latte del bestiame e rapisce i bambini. Oggi le grotte sono ambìta meta turistica, e oasi di verde lussureggiante e fresco.

CONTRADA MORI
mori
Mori
La contrada degli Orsi dei Mori è una delle più suggestive del territorio Valstagnese, soprattutto per la posizione centrale nel comune e per il fatto che si trova arroccata lungo il fianco della valle, in una posizione di dominio e di una vista spettacolare sulla riviera e sul fiume. La contrada è conosciuta per la sua Chiesetta dove ancora oggi in maggio si celebra il rosario; per la Fontanella interamente costruita in pietra dalla quale sgorga l’acqua, anche nei mesi più caldi.
Inoltre la Pozza dei Signori rappresenta un esempio della capacità di conservare l’acqua da parte dei nostri nonni con volumi di accumulo veramente notevoli per la quota, ma anche per i mezzi di un tempo. La straordinarie costruzioni dei muri a secco con i quali si ricavava terreno coltivabile, sono ben visibili nella contrada dei Mori e ancor oggi, con qualche difficoltà, si cerca di preservare queste opere d’arte del nostro territorio.

CONTRADA FONTOLI
fontoli
Lo stemma della frazione rappresenta la sorgente, era qui che già nei tempi antichi si trovava la Fonte dell’Arno (ora fontana Moretti) in un amena e pianeggiante località.
Con il termine fontana si intende indicare una polla d’acqua la cui portata varia a seconda delle piogge. Vicino alla fontana Moretti, per lungo tempo fornitrice dell’acquedotto comunale, vi erano altri fontanili, oggi interrati per far posto ad insediamenti industriali.

CONTRADA SAN GAETANO
sangaetano
San_Gaetano
I vescovi stranieri che si successero a Padova verso il 1100 sentirono il dovere di fortificare anche la valle del Brenta: di queste mura erette allora è ancora conservata la “Val dei Bastioni”, posta ai piedi del Sasso Rosso.
La frazione, che anticamente si chiamava Roncobello, pone in risalto nel suo stemma il monte, il campanile e la stilizzazione di San Gaetano. La cura per la montagna, per gli orti sostenuti da “masiere”, con l’attaccamento alle tradizioni legate anche alla Sagra di San Gaetano, sono gli elementi che ben spiccano nello stendardo e che troviamo nella vita che anima la frazione.
 
CONTRADA SASSO STEFANI
sassostefani
 
 
 
 
 
 
 
Sasso_Stefani
Lo stemma della frazione rappresenta una casa di sasso; più propriamente ad essere raffigurato è il “cason de Barbarossa” sopra Giara Modon: personaggio avvezzo alla fatica, dalla barba e capelli rossi che con il suo tenace lavoro di punta e mazzetta, ha costruito il cosiddetto “cason”, antico essiccatoio per il tabacco. Il tempo trascorso e l’incuria lo stanno cancellando tant’è avvolto dalla folta vegetazione, ma non per questo dimenticato se è vero che i “stefanari” sono orgogliosi di averlo posto a simbolo della contrada.
Giara_Modon
 
CONTRADA COSTA-COLLICELLO
costa
Costa
Costa e Collicello
Collicello
È la contrada situata più a nord del comune, formata dai due borghi di Costa e Collicello. Quest’ultimo un tempo era conosciuto come “el Togo”, ovvero la roccia su cui è abbarbicato; il nome di Costa, tra tutte la contrada su cui il sole sorge prima, è invece legato alla vantaggiosa posizione sul declivio della montagna. Rocce e montagne hanno da sempre segnato questi paesi, nel bene e nel male: come fonte di sostentamento, dove si svolgevano le attività principali come il pascolo delle capre e il “fen magro”, ma anche come luogo di divertimento per i ragazzi di un tempo. Durante la Grande Guerra Costa e Collicello furono teatro di scontri decisivi, la prima linea si trovava proprio tra i due paesi, che pagarono il prezzo più alto dell’intera valle e vennero rasi al suolo. Nel secondo conflitto le montagne offrirono invece rifugio ai pochi partigiani di Costa che riuscirono a scampare all’accerchiamento tedesco del 16 luglio 1944, mentre sia nel primo che nel secondo dopoguerra i loro sentieri erano battuti dai contrabbandieri con i loro carichi di tabacco.
Un legame altrettanto forte e significativo è quello che da sempre la gente di Costa e Collicello intrattiene col fiume e non è certo un caso che due delle quattro barche del Genio si trovassero proprio qui: una collegava Collicello e Cismon, l’altra Costa e San Marino.

Il tradizionale appuntamento del Palio delle Zattere invece prevede, partendo da nord, con Costa-Collicello, e i suoi zattieri (2012)

Costa-Collicello

 

Sasso Stefani- Giara Modon

Sasso Stefani-Giara

 

San Ghitan

San Ghitan

 

Fantoi

Fantoi

 

Mori

Mori2012

 

San Marco

San Marco

 

Torre

Torre2012

 

Londa

Londa2012

 

per finire con Oliero di Sopra e di Sotto, separati dal torrente omonimo.

Oliero2012

il Gladiatore, Alberto Stefani, 14 Pali vinti

Il Gladiatore-14 pali vinti