Il sindaco di Valstagna: «L’Unione con San Nazario e l’allargamento a Cismon primi passi per riunire le sei realtà»
Roberto Lazzarato - il Gazzettino - Martedì 9 Marzo 2010 -------------------------------------------------------------------------------- Di fusione tra piccoli comuni si parla da tanto tempo, ma la crisi finanziaria ed i sempre più ridotti trasferimenti dallo Stato potrebbero accelerarne l'attuazione. Gli ultimi provvedimenti del nuovo codice delle autonomie locali, con il taglio di enti e la riduzione del numero degli amministratori, sono chiari segnali che nessuno, specialmente chi deve amministrare la cosa pubblica, può sottovalutare l'evoluzione della riforma degli organi e delle funzioni degli enti locali. Tecnici e esperti nel convegno sul tema, «Dall'Unione dei comuni al comune unico: genesi e gestione. Impariamo dalle esperienze degli altri», svoltosi a Valstagna, promosso dal Gruppo Salvaguardia Valbrenta, con il contributo del Centro Servizi Volontariato di Vicenza e il patrocinio dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, hanno approfondito modalità ed aspetti per il passaggio al comune unico. Significativa l'esperienza di Ledro, in Trentino, passato prima all'unione di 4 comuni, quindi di 6 e infine, con referendum, da poco approdato alla fusione. Esperienza che potrebbe aprire le porte all'iter anche per la «Valbrenta, che presenta caratteristiche di unicità e continuità, sia per evoluzione storico-culturale, sia per aspetti territoriali e ambientali - spiegano i promotori, - ma è amministrata da ben sei diversi piccoli comuni: Pove, Solagna, San Nazario, Cismon, Campolongo e Valstagna, con inutile dispendio di risorse, difficoltà di progettazione e coordinamento». «Noi abbiamo inserito nel nostro programma - ha spiegato il sindaco di Valstagna Angelo Moro - l'ambizioso obiettivo di verificare con le altre amministrazioni della Valle la concreta possibilità della fusione in unico comune». Dal 2001 è stata costituita l'unione Medio Canal di Brenta con San Nazario, per numerosi servizi associati. «Proseguendo su questa strada, abbiamo raggiunto il primo risultato concreto dell'allargamento dell'Unione al comune di Cismon» ha concluso Moro.
Presentazione e visione giovedì 18 marzo 2010 ore 20:45 presso Sala Brotto - Valstagna del documentario Very Happy People- una ricerca su benessere e felicità nel Nord est.
Una ricerca molto importante sul nostro territorio che sicuramente affronta l' argomento ambiente in termini nuovi e stimolanti.
Seguirà la presentazione del libro di Luigi Copiello:
Prima erano in sei, ora sono uno e la loro esperienza sta già facendo scuola. Il Comune unico di Ledro, nato il primo gennaio scorso dall’unione di sei paesi, Bezzecca, Concei, Molina di Ledro, Pieve di Ledro, Tiarno di Sopra e Tiarno di Sotto, è additato come fulgido esempio di aggregazione territoriale e di capacità di superamento dei campanili. Una soluzione voluta dagli amministratori e dalla popolazione della vallata trentina, che permetterà di ottenere diversi vantaggi, primi fra tutti una razionalizzazione dei costi amministrativi e uno sviluppo omogeneo dell’area coinvolta. L’esempio di Ledro è stato al centro di un convegno che si è svolto a Valstagna, intitolato: “Dall’unione dei Comuni al Comune unico: genesi e gestione. Impariamo dall’esperienza degli altri”, promosso dal Gruppo Salvaguardia Valbrenta. Oltre che di Ledro, si è parlato di altri casi simili nel Padovano e in Carnia. A raccontare le loro esperienze sono intervenuti alcuni amministratori locali, mentre lo storico Angelo Chemin ha tratteggiato sotto vari punti di vista la realtà valligiana. Di “fusione”, in Valbrenta, si parlare da anni, ma finora il discorso è rimasto a livello puramente teorico, pur essendo in atto da tempo forme sostanziali di collaborazione tra Comuni diversi: l’Unione Medio Canal di Brenta che comprende Valstagna e San Nazario e punta a coinvolgere Cismon; l’Unione Pove, Campolongo, Solagna; la stessa Comunità montana del Brenta. I sei paesi della valle, con una popolazione complessiva di circa 11 mila abitanti, fanno parte di un territorio omogeneo per morfologia, storia, cultura e tessuto economico, con caratteristiche ed esigenze simili. Valstagna è uno dei centri che da tempo cullano l’idea di puntare al Comune unico, nella consapevolezza degli indubbi vantaggi che la soluzione porterebbe allo sviluppo dell’intera vallata. Un’idea che deve naturalmente fare i conti con le altre amministrazioni e con le comunità locali. Il convegno organizzato dal “Gsv” rappresenta sicuramente un primo passo concreto. Ce ne saranno altri?
Silvano Ferraro
Giornale di Vicenza Mercoledì 10 Marzo 2010 BASSANO, pagina 35
Incontro organizzato dall'assessorato alla sicurezza del Comune di Pove del Grappa con l'Arma dei Carabinieri a Pove del Grappa il 15 marzo 2010 ore 20,30
Alla prima esperienza nella classe cadetta del campionato italiano, disputatosi recentemente a Terni, il judoka valligiano Luca Mocellin, cintura marrone, ha superato nel primo turno il siciliano Salvatore Scarcella, ma ha poi ceduto al marchigiano Pietro Spallaci. «L'esperienza mi ha fatto capire che non è più come nella classe esordienti - spiega Luca Mocellin - bisogna allenarsi di più e metterci l'anima. È evidente la differenza tra le due classi: gli avversari hanno un anno in più e i primi classificati a livello nazionale sono autentici mostri per tecnica e preparazione». Il judoka valligiano, due volte campione veneto e vicecampione nazionale nel 2009 tra gli esordienti, non si scoraggia.Lo attendono presto altri impegni nelle attività regionali e interregionali inserite nel calendario. In un trofeo a Vittorio Veneto, all'inizio di febbraio, è stato superato solo dall'atleta del Friuli Venezia Giulia. Domenica prossima sarà impegnato nel Trofeo di Bassano, l'11 aprile in quello di Pederobba, il 30 maggio nel campionato triveneto «Con il passaggio tra i cadetti le cose si sono fatte più serie, la selezione sempre più dura e di gran lunga superiori i sacrifici - dice Giampietro Livio Negrello, presidente e allenatore del Judo Valbrenta - Per un atleta gli allenamenti e la partecipazione ad incontri e tornei diventa perciò fondamentale per migliorare tecnica, abilità e forza fisica, che equivalgono alla preparazione». Luca Mocellin e il veronese Alessandro De Luca figurano, nel Veneto, ai vertici delle classifiche nazionali. I risultati conseguiti dal judoka valligiano sono di assoluto rilievo, se consideriamo strutture e mezzi a disposizione, grazie al sostegno delle amministrazioni locali.
La Cassa Rurale della Bassa Valsugana in collaborazione con i Comuni di Grigno, Ospedaletto, Enego, Cismon del Grappa, Valstagna, Arsiè, Fonzaso, San Nazario e Seren del Grappa organizza e indice la prima edizione del Concorso di pittura “ I Sensi della Terra” .
Il concorso è destinato ad artisti residenti nei Comuni sopra citati, con lo scopo di rendere visibili i lavori e le abilità artistiche di quanti vivono il nostro territorio; mostra dei lavori presentati e premiazione si terranno nella antica Pieve di Grigno in via Vittorio Emanuele, a Grigno sabato 24 aprile 2010.
I lavori dovranno essere consegnati presso la Sede di Grigno della Cassa Rurale della Bassa Valsugana entro e non oltre le ore 12 di venerdì 23 aprile 2010.
Il Digitale Terrestre (DVB-T) è un sistema di diffusione del segnale televisivo in formato digitale che permette di ricevere i programmi digitali attraverso la normale antenna televisiva.
Per poter ricevere il segnale digitale occorre avere un "set top box" o decoder, collegato all'antenna e al televisore attraverso un normale cavo SCART. Il decoder può essere anche interattivo per sfruttare le nuove possibilità offerte dal digitale terrestre (applicazioni, programmi personalizzati, servizi di T-government, pay per view). Per usufruire di tali servizi potrebbe essere necessario collegare il decoder ad una presa telefonica.
Il Governo, con un Decreto del 10 settembre 2008, del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, ha ufficializzato il calendario per il passaggio definitivo dell'Italia alla televisione digitale terrestre. Il decreto prevede una transizione al digitale progressiva delle varie regioni italiane, articolata in otto diversi archi semestrali, a partire dal secondo semestre 2009 fino al secondo semestre del 2012.
Il Veneto passerà al sistema digitale nel corso del 2010.
La Regione del Veneto con la delibera n.2961 del 6 ottobre 2009, ha istituito un gruppo di lavoro per garantire una corretta e capillare informazione in merito alle eventuali problematiche derivanti il passaggio al digitale.
Per acquisire eventuali ulteriori informazioni si puo' telefonare alla Direzione Comunicazione e Informazione al numero 041 2792630 - 2621, oppure inviare una mail a: digitaleveneto@regione.veneto.it.
LAGO DEL SUBIOLO. Luigi Casati è sceso a 189 metri di profondità Dopo il malore in grotta, il sub racconta la sua avventura. «L'importante è non farsi prendere dal panico. Fondamentali preparazione e staff»
Lo speleonauta si prepara a scendere negli abissi della grotta dell'Elefante bianco, una delle più profonde al mondo
Non ama sentir parlare di record. «Nella speleologia subacquea è un concetto che non ha alcuna importanza». È un dato di fatto, però, che Luigi Casati, 46 anni, istruttore di sub di Lecco, si sia spinto nei meandri sotterranei dei più complessi sistemi carsici europei, raggiungendo profondità e distanze che prima d'ora nessuno ha mai toccato. Proprio in questi giorni Casati è giunto a Valstagna per una nuova campagna nella grotta dell'Elefante bianco: la spedizione purtroppo si è fermata anzitempo, prima per un lieve malore che lo ha colpito sott'acqua e poi per la pioggia, mercoledì però l'esploratore ha comunque oltrepassato, seppur di poco, il limite finora conosciuto, raggiungendo i 189 metri di profondità. «Il profondimetro segnava tra i 183 e i 189 metri, la volta precedente invece ero sceso a 186 - precisa Casati -. Mi immergo da quando ho 14 anni e continuo ad essere affascinato dall'idea di scoprire posti nuovi e anche di mettermi alla prova, migliorando in continuazione. Questa volta abbiamo avuto degli intoppi, ma sono felice ugualmente: l'importante ora è recuperare le attrezzature rimaste in profondità». Casati non nasconde di avere paura, «non panico», quando si immerge, e di averla avuta anche in occasione del malore di mercoledì. «La paura è fonte di sicurezza, ti permette di essere sempre attento. L'importante è non perdere il controllo e restare calmi. Mercoledì, mentre risalivo, ho avvertito nausea e bruciore alle gambe e mi sono preoccupato, perchè gli incidenti sott'acqua possono anche lasciarti paralizzato. Sono però rimasto calmo e, anzichè risalire velocemente, come verrebbe spontaneo fare, sono sceso di qualche metro per decomprimere un'eventuale bolla. Col passare del tempo mi sono tranquilizzato, grazie alla sensibilità e all'esperienza: ho capito che non c'erano implicazioni neurologiche (forse era stanchezza), che stavo bene e quindi ho concluso la decompressione in modo regolare». «È stato fondamentale - insiste - il contributo del mio staff e di due sub inglesi che si sono aggiunti a noi, ed è stata importante la preparazione all'immersione dei giorni precedenti, ovvero il disporre di apparecchiature adeguate, come la campana a 12 metri di profondità. Nella speleologia subacquea non si può lasciare nulla al caso: l'incidente è dietro l'angolo, e capita sempre, o quasi, per un errore. La grotta assassina non esiste». Lo scopo dell'esplorazione di quest'anno era puramente scientifico, ma siccome la primavera si avvicina e con essa lo scioglimento delle nevi e l'aumento della portata della sorgente carsica, per scendere nuovamente nella condotta sommersa bisognerà aspettare il prossimo inverno. «L'obiettivo era l'ulteriore conoscenza del sistema carsico del Ponte Subiolo - prosegue Casati -, un complesso delicato ma di grande importanza scientifica, che ospita ancora crostacei di grotta e ha la sorgente a 20 metri sotto il livello del mare. D'altro canto, tutta la Valle è interessante: è raro trovare risorgive così imponenti e attive quali l'Oliero, i Fontanazzi e l'Elefante bianco così vicine tra loro». «Probabilmente torneremo il prossimo inverno - conclude Casati -: preparare una campagna, con impianti di riciclo dei gas, propulsori rinforzati e tutta l'attrezzatura è molto costoso, e non è semplice nemmeno trovare amici e colleghi per l'assistenza. Simili strutture carsiche però meritano di essere studiate, e abbiamo buoni margini per spingerci oltre il conosciuto».
L'ha ricordato anche in Municipio durante l'incontro di venerdì mattina con gli Amministratori di Valstagna.
L'esploratore Luigi Casati
È un vero e proprio grido d'allarme quello che viene dall'esploratore Luigi Casati e dal suo staff. «In pochi anni l'acqua dell'Elefante bianco ha perso di limpidezza - afferma lo speleonauta -. Ce ne siamo accorti subito, non sappiamo bene a cosa sia dovuto questo fenomeno, inquinamento o chissà cos'altro, ma non nascondo una certa preoccupazione su quanto sta succedendo sull'Altopiano». Casati ritiene che l'acqua sarà l'oro del futuro. «Il patrimonio idrico e ambientale della Valbrenta ha un valore inestimabile e va preservato - afferma -. Sono sistemi enormi, complessi ma anche molto delicati: basti pensare una semplice batteria stilo può inquinare milioni di metri cubi d'acqua. Un giorno potremo avere tutti bisogno dell'acqua che sgorga dalle risorgive, e pertanto sarebbe fondamentale mettere in campo adeguati sistemi di tutela per preservarla».
A Ponte Subiolo di Valstagna nella Grotta dell'Elefante Bianco. Poi l’allarme è rientrato.
L’esploratore si è sentito male risalendo nella cavità da -189 metri. Sul posto sono intervenuti i sommozzatori e l’elicottero dei vigili del fuoco
Attimi di apprensione, ieri a Valstagna, durante una spedizione speleosubacquea nella grotta dell’Elefante bianco, in località ponte Subiolo. L’esploratore Luigi Casati, impegnato in una nuova spedizione scientifica e intenzionato a siglare un nuovo record, ha accusato un malore mentre stava risalendo da una profondità notevole, facendo così scattare le procedure di emergenza, con l’intervento anche dei sommozzatori dei vigili del fuoco e di un elicottero. Fortunatamente, però, non si è trattato di problemi di grave entità: il lecchese sta bene ma è incerto se la campagna esplorativa proseguirà. In questo periodo, solitamente Casati raggiunge la Valbrenta per le condizioni particolarmente favorevoli alle immersioni nell'Oliero e nel Subiolo. Oltre alla sua notevole preparazione fisica e mentale e all'adeguata attrezzatura, il lombardo è supportato da uno staff di tecnici ed esperti del settore che lo hanno assistito anche nelle precedenti immersioni, tra i quali Francesco Boaria dei vigili del fuoco di Vicenza e Luca Pedrali; altri sono di supporto esterno come Alberto Cavedon del gruppo speleologico grotte Giar a Modon.
Ieri, mentre si trovava a circa - 30 metri, risalendo da -189 metri, Casati si è sentito male. Tra gli altri sintomi, accusava anche nausea. Uno degli assistenti che erano con lui è pertanto uscito dall’acqua e ha avvisato lo staff: Casati era reduce da una missione impegnativa e delicata e il malore non andava sottovalutato. Sono stati chiamati i vigili del fuoco, coordinati dal funzionario Romeo Frizzo, e sul posto sono intervenuti il nucleo sommozzatori di Vicenza e un elicottero. Col passare delle ore, comunque, l’allarme è rientrato. Sabato scorso Casati aveva posizionato la campana di d! ecompressione a 12 metri di profondità e alcune bombole di sicurezza lungo il percorso di immersione. Nell'immersione di lunedì aveva seguito la sagola guida fino a -119 e quindi aveva steso nuovo filo d'Arianna fino a - 136 metri. Il giorno successivo il team inglese guidato da Rick Stanton aveva predisposto la sagolatura della cavità da 136 a 154 metri. Infine, ieri, Casati ha portato la sagolatura fino a meno189, tre metri oltre il precedente record raggiunto nel 2004. Intorno alle 16 lo speleosub era nella fase di decompressione alla profondità di 21 metri, procedura terminata quando era buio. Obiettivo di Casati è scendere a maggiore profondità in questa cavità sempre più misteriosa ed affascinante. Domenica scorsa, come diversivo, il team inglese di Rick Stanton si è fatto un giretto nei meandri delle Grotte di Oliero, entrando dal Covol dei Veci e uscendo dopo circa quattro ore dal Covol dei Siori, o grotta Parolini.
Giornale di Vicenza 18/02/2010
Un sos dal laghetto maledetto
Richiesta di assistenza arrivata dal team di Luigi Casati, sub recordman d’immersione
Il Gazzettino Giovedì 18 Febbraio 2010,
Ancora la grotta dell'Elefante Bianco al centro dell'attenzione. La gente, ieri pomeriggio, ha osservato il volteggiare dell'elicottero, poi posatosi sul campo da calcio, mentre un mezzo dei vigili del fuoco raggiungeva l'area del laghetto di Ponte Subiolo. Il pensiero è subito volato ai troppi incidenti mortali nelle infide acque color smeraldo. Dalle poche informazioni trapelate dalla squadra dei vigili del fuoco è emerso che si è trattato di un'operazione di assistenza a un team in immersione che pare avesse segnalato qualche difficoltà, forse un malore. Da una settimana nel Subiolo sta preparando un'immersione da record Luigi Casati, speleosub di Lecco, già protagonista di una spedizione scientifica nel laghetto, dove si inabissò sino a quota -162. Ieri stava, con il suo team, portando giù il materiale necessario. È partita la richiesta di assistenza precauzionale dei vigili del fuoco, che hanno raggiunto l'équipe a bordo lago, con l'elicottero a disposizione. Accertata la situazione, con i sub a 21 metri di profondità, sul posto si è fermata a dare assistenza per la risalita una squadra dei pompieri, mentre l'elicottero è tornato alla base. Era buio quando, alla luce dei fari, sono riemersi i sub di supporto: Casati aveva raggiunto la campana di decompressione 9 metri sotto la superficie, ultima tappa prima di riemergere. Nel lago di Ponte Subiolo sono decedute otto persone. Nel 1971, Gaetano Starabba, 42 anni, medico a Castelfranco. Nel gennaio 1984: Bruno Cappellato, 31 anni, di Padova e Paolo Trentinaglia, 29 anni di Telve. Novembre 1989, Pio Pagnossin, 28 anni, di Padova. Mauro Pangrazio, 23 anni, di San Nazario, ha trovato la morte nel marzo 1992. Nell'ottobre 1999, Francesco Bizzotto, 28 anni, di Marostica e Moritz Zanotti, 32 anni, di Caerano. Ultimo decesso, a gennaio 2008, Peter Lajker, 48 anni, Repubblica Ceca.
SANITÀ. Maria Antonia Borso era deceduta il 25 febbraio dopo aver atteso 9 ore per la visita al pronto soccorso
«Sentiremo il personale venuto a contatto con la donna e insieme al medico legale cercheremo di capire ogni fase dell'iter seguito»
TRAGEDIA. Si delinea la dinamica dell'infortunio nell'impianto dell'Etra
Il capoturno Gino Bortolon stava sbloccando un macchinario che si era inceppato all'improvviso La Procura ha disposto l'autopsia sulla vittima
VICENZA (11 marzo) - Ha confessato, ha ammesso di essere stato corrotto e di aver ricevuto 150mila in tangenti. Grazie a questa ammissione Filiberto Segantini, funzionario in pensione dell'Agenzia delle entrate di Vicenza, ha evitato il carcere. Segantini era rimasto coinvolto
VICENZA (10 marzo) - Una donna di 36 anni, madre un bambino di sei mesi, si è uccisa oggi a Piovene Rocchette impiccandosi all'interno della sua abitazione. La tragedia è stata scoperta dal marito, al suo rientro in casa dopo il lavoro. La donna, dopo il parto,
VICENZA (10 marzo) - Un tremendo incidente sul lavoro nel Bassanese è costato la vita ad un operaio di 39 anni dell'azienda municipalizzata Etra, Gino Bortolan di Mussolente. Bortolan, capoturno nell'impianto di compostaggio, è rimasto schiacciato
VICENZA (8 marzo) - Avrebbe costretto una ragazzina tredicenne, che gli era seduta accanto sull'autobus, a guardare un filmato pornografico sul suo telefonino, mentre le toccava una gamba. La giovane è riuscita prima a cambiare posto e poi ad avvertire
VICENZA (6 marzo) - Un cittadino brasiliano è stato fermato dai carabinieri di Breganze e Thiene, con l'accusa di aver compiuto sei rapine ai danni di esercizi commerciali nel Vicentino tra novembre e febbraio scorsi. Il brasiliano è stato bloccato a Breganze (Vicenza),